Quando finiscono le vacanze estive, il rapporto con un luogo può continuare attraverso le sue storie, i libri, le persone che ci permettono di conoscerlo più a fondo. Mi piace pensare che la Sardegna ci accompagni nell’autunno anche così, raccontandosi e accogliendo i racconti degli altri.
A Villacidro questo incontro ha il nome di Giuseppe Dessì e il lavoro di una Fondazione che ne tiene viva l’eredità. Il prossimo 3 ottobre il Premio letterario, alla quarantunesima edizione, arriverà alla premiazione: un momento in cui il lavoro solitario di chi scrive diventa un riconoscimento pubblico, condiviso con una comunità di lettori.
Si attraversano le pagine di Emilio Lussu e la memoria della guerra, si torna a Grazia Deledda nel centenario del Nobel, si entra nel lavoro di chi costruisce storie e nella responsabilità di chi interviene nel dibattito pubblico. Si parla di donne, disabilità e rappresentazione nei media; si dà spazio ai bambini e alle famiglie. Mi interessa questa possibilità di far convivere esperienze diverse, perché un libro entra nella vita anche attraverso una voce ascoltata insieme, una rappresentazione, una conversazione che continua tornando a casa.
Per la narrativa si incontreranno Il tempo dei semplici di Luigi Nacci, Platone – Una storia d’amore di Matteo Nucci e Distanza di sicurezza di Romana Petri. La poesia avrà altrettanto spazio, con Federico Italiano, Isabella Leardini e Alfredo Panetta. I premi speciali a Rosa Oliva, Alessandro Cattelan e Licia Colò allargheranno l’incontro ad altre esperienze della vita pubblica e culturale. Mi interessa anche questa scelta di tenere insieme romanzi e versi, lasciando posto a modi diversi di cercare le parole, di leggere quello che ci accade.
Penso al valore di una comunità e della Fondazione Dessì che da quarantun edizioni dedica tempo e attenzione alla letteratura, e a quanto lavoro serva per dare continuità a questo incontro. Il mattino dopo, vincitori e giuria si ritroveranno per un caffè con i lettori: c’è ancora del tempo per parlarsi, dopo la proclamazione e gli applausi. Anche da quella conversazione può nascere il desiderio di aprire un libro, conoscere meglio una terra, tornarci.