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I bambini ci salveranno, anche dall’intelligenza artificiale.

 

Jan van Steen, Scuola di paese
Jan van Steen, Scuola di paese

E’ la speranza che emerge da uno studio condotto da Eisen e Lillard. A bambini dai 4 agli 8 anni e agli adulti è stato chiesto di identificare device elettronici e tutti hanno riconosciuto smartphone, computer e tablet. Ma i bambini alla domanda su quale strumento avrebbero voluto per conoscere i cani hanno scelto un libro; gli adulti il computer. Uno dei motivi di questa risposta è che i bambini non riconosco bene Internet e il suo funzionamento. Non hanno idea, anche se spesso hanno visto i genitori cercare informazioni, da dove escano le informazioni in Internet. Anche per questo non si si fidano dei computer. Sono molto più diffidenti verso i computer che verso un uomo estraneo e hanno bisogno di tempo per iniziare a fidarsi. Spesso mettono il computer alla prova facendogli domande di cui già conoscono la risposta oppure facendo domande impossibili. Cercano di capire se possono fidarsi e la brutta notizia è che lo  possono fare senza ancora saper leggere e scrivere visto che l’ecosistema digitale ormai è sempre più pieno di assistenti vocali. La buona notizia però è che i bambini si fidano pochi dell’intelligenza artificiale. È il primo passo per leggerne criticamente vantaggi e svantaggi. Rimane che Internet e la IA sono importanti e straordinariamente utili anche per i nostri bambini, per questo in famiglia e a scuola serve un educazione, oltre che sui social media e sulla sicurezza, anche sui concetti basilari del funzionamento del web e del digitale. Certo c’è molto da fare, per questo sono fondamentali metodi e luoghi di analisi, di educazione e di ricerca.