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Noi, scimmie dei social network

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La cultura sta collassando sotto i colpi dei social network. La nostra intelligenza è in primo luogo culturale e se la cultura passa sempre più attraverso i social che sono luoghi razionali ma anche stupidi e controllati (specchio della società fisica) la nostra conoscenza collasserà. I vecchi media hanno aperto la strada, ora tocca ai social il colpo finale e noi scimmie stiamo al gioco.

Partiamo da un po’ più lontano. L’intelligenza è la capacità di rispondere e far fronte a nuove situazioni. La capacità di imitare, non di emulare, i comportamenti, le innovazioni dagli altri e migliorarli passo dopo passo determina l’evoluzione dell’umanità. L’evoluzione culturale cumulativa: accumuliamo idee, pensieri, progetti, creiamo e li miglioriamo. Cosi mentre da un parte le teorie dell’intelligenza generale provano a dimostrare che siamo intelligenti perché il nostro cervello evoluzionisticamente è “più grande” rispetto agli altri esseri viventi la teoria dell’intelligenza culturale elaborata agli inizi del ‘900 insiste su un’intelligenza umana culturale che ha le sue origini nelle relazioni sociali e nel fatto che l’uomo riesce a storicizzare i fatti di queste relazioni. Teorie esplorate confrontando l’uomo e gli altri primati a partire dagli scimpanze e gli cebi. L’intelligenza culturale si sviluppa attraverso l’apprendimento sociale, il momento dell’interazione della persona con l’ambiente che lo circonda e da quanto prodotto dagli altri essere umani.

Alla base della nostra intelligenza secondo questa teoria di Michael Tomasello, sta l’intenzionalità condivisa, la capacità di creare e di agire non solo individualmente ma anche, sempre e comunque insieme.

A fianco dell’individuo c’è un’intenzionalità del noi, un agire comune. Conosciamo perché pensiamo e collaboriamo insieme agli altri principalmente con due dimensioni; quella della capacità di leggere le intenzioni degli altri, e è naturale indagare in questo caso la teoria dei neuroni a specchio, e l’evoluzione culturale. E all’interno di queste dinamiche si sviluppa l’imitazione o intenzionalità condivisa che è una posizione completamente in disaccordo con il pensiero di razionalità dell’agire in maniera intelligente. Un posizione che crea  l’intenzionalità del noi, che porta alla creazioni della conoscenza dell’individuo e infine delle regole sociali. Possiamo comprendere le intenzioni umane della comunicazione grazie al fatto che possediamo una specificità cognitiva, l’intenzionalità condivisa. Un esempio lo descrive Antonio Rizzo su Sistemi Intelligenti (agosto 2015) : cosi se noi dovessimo mai incontrarci per strada e io dovessi indicare con il dito un luogo lungo la strada la vostra reazione sarebbe di stupore. Al contrario se noi entrambi sapessimo che voi state cercando un ristorante il significato del gesto sarebbe immediato. E’ la nostra intenzionalità condivisa ad abilitare il significato dei gesti, gli scimpanzè hanno come risorsa la sola intenzionalità individuale che genera significati sostanzialmente costanti nel tempo e che gli permette di leggere le intenzioni altrui ed utilizzarle per propri scopi. La nostra intenzionalità condivisa  ci permette di dare significati diversi al gesto del dito. E a produrre tali significati non è il contesto fisico ma quello psicologico. Il gesto del dito non indica solo un luogo ma un punto di vista, una data prospettiva. Non è più la memoria degli eventi bensì la traiettoria relazionale ad imporsi nella costruzione della realtà.

L’intenzionalità condivisa sui social network è esplosa e massimizzata rispetto a soli 10 anni fa,  è molto più estesa di quella delle relazioni di un tempo. E diventa un’ arma pericolosa. Inutile parlare dell’opportunità dell’ intelligenza collettiva. L’intelligenza collettiva del web, delle app se rimane sulle app e su un web proprietario, senza un metodo di informazione civica, senza una dichiarazione di responsabilità e di consapevolezza dei contenuti che si postano, è utile per le scimmie, non per l’umanità.

 

Letture:

Michael Tomasello
Unicamente umano

https://www.mulino.it/isbn/9788815253804