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2 milioni di dollari per non essere una scimmia

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Jan Brueghel II (Anversa 1601 – 1678) Il Giardino dell’Eden

475000$ è il prezzo che Novartis pare intenzionata a chiedere alle persone che vorranno seguire una terapia antitumorale. Molto presto qualche produttore di automobili a guida autonoma potrebbe proporre come optional oltre allo specchietto retrovisore riscaldabile un algoritmo che decide di salvare, in caso di scelta unica, il conducente o meglio chi ci sta seduto dentro in quel momento, invece che il pedone sulla strada, altri 475000$. Facebook d’altra parte ma con una spesa a portata di moltissimi paragonabile a quella di una seduta dallo psicologo potrebbe proporti, lo ha già fatto, uno streaming di notizie che ti fa sentire più felice o più arrabbiato, alla ricerca dell’ormone giusto per ogni giornata. Google magnanimamente e apparentemente gratis, ti propone siti e notizie vicine alla tua sfera culturale e emozionale. Siamo a quasi un milione di dollari per garantirmi una vita sana,  senza incidenti d’auto e felice. Poi certo c’è Amazon, i robot che ci faranno stare ancora più felici e con un lavoro diverso, i big data e la machine learning che posso influire sull’ambiente e il paesaggio in cui viviamo. E come dimenticare le smart city e i dati che istituzioni e aziende raccolgono in cambio dei nostri comportamenti e delle nostre emozioni. Siamo a 2 milioni circa. E poi chi sarà alla ricerca continua di questi sacri Graal, potrà farlo certo personalmente ma anche decidere come comunità. Magari non cercando da subito la grande ma lontana intelligenza artificiale ma molto più facilmente un cervello cervello digitale, sinapsi e neuroni digitali che possono correre infinitamente più veloce su un circuito elettrico che nel nostro piccolo cervello biologico. Cosi la comunità a 200 km da casa mia che avrà adottato questa scelta sarà molto più intelligente e efficace della mia, con tutti quei cervelli digitali. Farà leggi migliori, sarà più sveglia nello studio e nella ricerca, nelle imprese e nella finanza. E allora viene in mente, un film profetico, il pianeta delle scimmie. Io interpreterò una scimmia perché non ho due milioni di dollari, e voi? E chi vincerà? Il postumanesimo e l’intelligenza artificiale sembra aver già vinto. Ma potrebbe non succedere se sposteremo i termini  verso la responsabilità e la consapevolezza non solo della della grande utilità di questi potenti strumenti ma sempre e solo dopo riconoscendo e mettendo davanti a tutto l’uomo e i suoi limiti.  Se saremo in grado umilmente e con fatica di cercare la strada del discernimento con santità, in un esperienza spirituale e sacra come mediazione virtuosa tra natura e artificiale, tra materiale e spirituale, tra bene e male, alla ricerca della verità e della relazione tra gli uomini.