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I nuovi rivoluzionari

E’ il metodo che da decenni per sopravvivere e non essere schiacciato dalla forza elementare ci racconta che grazie a lui il mondo va meglio, che ci sono meno poveri, che il benessere è aumentato. E’ il metodo che distribuisce il reddito della popolazione nelle poche e nere stanze dei consigli di amministrazione facendoci tutti più ricchi di qua e meno poveri di là, distruggendo il pianeta. Ora quel metodo ha cambiato modello passando dal mondo degli impiegati a quello della sharing e gig economy per continuare a dirci le stesse cose con un nuovo modello di vita condivisa. Domani quel metodo farà sedere nei cda i suoi figli cybernetici, gli algoritmi, che decideranno come redistribuire il reddito usando i dati che hanno voluto per noi. Ma qualcuno con un pensiero diverso di libertà sta arrivando. Sono i nuovi rivoluzionari, morti di fame, di paura e di sete sulle imbarcazioni di chi non gli vuole bene. Sono i reietti, i perseguitati, i diversi. Stanno facendo la rivoluzione anche se la loro coscienza non lo sa. Sono una lanterna, luce di vita che illumina il mare, i muri e il mondo dove si vive con regole truccate. Sono una forza elementare che agisce nella parte pre politica della democrazia, agisce fuori dal sistema e il sistema ancora non la riconosce. Accogliamoli condividendo con loro questa nuova epoca che ha bisogno non di politica ma di pre politica, non di democrazia ma di eterocrazia, non di dati ma di rivelazione all’altro, non di follower ma di relazioni, non di contratti ma di doni,  non di assistenzialismo ma di misercordia, non di merito ma di gratitudine, non di leggi ma di giustizia. Oppure ancora dimentichiamoli, il loro tempo verrà e si mostreranno in pace, da uomini liberi.