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Il problema non è trovare la verità, ma costruirla insieme.

La prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali avrà come tema le false notizie o fake news. Un iceberg la cui punta esiste da sempre, con la nascita dell’uomo, ma che i social network e il web hanno mostrato nella loro mostruosa e pericolosa interezza. L’iceberg continuerà a esistere e per questo ricercare metodi e strumenti di lettura e di educazione critica dell’informazione è importante. Mario Tedeschini Lalli, ne scrive qui e qui con riflessioni sempre utili su cui discutere e ragionare. Le ultime giornate annuali della Comunicazione Sociale avevano esaminato il web e i social network come nuove opportunità che, se utilizzate con responsabilità e consapevolezza, danno una mano nella conoscenza e nelle relazioni, qui e qui i primi pensieri utili e importanti che propose Antonio Spadaro. La prossima Giornata pare, ma sarà bene attendere il 24 gennaio quando uscirà il contributo di Francesco, proverà a dare un aiuto sulle logiche e le cause della disinformazione nei media. Il comunicato stampa non menziona Internet ma i media e le loro false notizie, quindi tv, radio giornali e una parte importante dei social network a loro volta medium e molto più. Un segnale profondo quello della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali; è importante che la Chiesa e il pensiero cristiano aiutino l’umanità a comprendere la disinformazione. Credo potrebbe definire ancor più che la verità fattuale è espressione della verità relazionale. La verità dei fatti o dei dati è prodotto della verità relazionale. Perché in fondo il problema non è trovare la verità, ma è come costruirla insieme giorno per giorno con la misericordia e il perdono alla ricerca della coscienza di una dignità umana comune. Ricercare la verità a cosa altro può servire se non a questo.