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Un nuovo ecumenismo nell’epoca dell’iperglobalizzazione

Mi ricordo di Francesco quando in seminario nel pomeriggio lui, un paio di anni più grande, distribuiva pane e marmellata di albicocche a noi piccoli studenti delle medie.
Ieri pomeriggio padre Francesco Patton, frate, custode della Terra Santa ci raccontava che a Emmaus su 100 famiglie solo una è cristiana le altre tutte musulmane. Nelle altre scuole cristiane la percentuale non è cosi alta ma su 10 mila bambini più della metà sono musulmani. Musulmani e cristiani vanno nella stessa scuola, condividono il presepe a Natale e il Muharram a capodanno. E se ci fosse qualcuno induista o taoista non sarebbe un problema, tutti si aiutano come a Aleppo dove il frate gira la città condividendo la speranza e l’aiuto con i musulmani.
Non credo sia più proselitismo ma solo misericordia reciproca. E’ un nuovo ecumenismo nell’epoca dell’iperglobalizzazione. Dove sempre più Dio non ha un solo nome ma sempre più c’è un solo spirito che è quello di unirsi per darsi una mano.

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